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sabato 17 agosto 2024

La Sosta


Devo bere qualcosa di forte, ne ho bisogno stasera.
Quelli della comunità non si sono visti, troppo freddo oggi; in stazione tutti i posti sono occupati. Il mio sguardo si aggira ovunque ci sia un fagotto, un pezzo di coperta, un improbabile castello formato da pezzi di cartone di ogni provenienza. 
Alle facce di sempre si aggiungono le nuove, spaesate, alimentate nel loro smarrimento da questa sera di freddo glaciale. Qualcuno è terrorizzato che gli portino via l'unico pezzo di coperta che può garantire la sopravvivenza. Il freddo fa anche questo: annullare ogni residuo di solidarietà, tra quelli ancora possibili. Devo farmi coraggio, e il gelo non mi aiuta. 
-Di nuovo qui stasera? Mi dice uno dei nuovi.
-Quelli al dormitorio erano al collasso, ed eccomi qui.
-Vuoi un po' di cognac? E' il fondo per le emergenze…dai dividiamo.
-Grazie, è quello che ci vuole stasera. 
Un frasario scarno, essenziale, che conosco bene: ma stasera rimbomba nella testa. E le parole si conficcano come punte di ghiaccio acuminate.
Mi alzo, è ora: non posso più rimandare. 
A testa bassa mi incammino calando il berretto di lana fin quasi sugli occhi, rispondo così, controvoglia, agli sguardi che mi interrogano cercando di carpire nei miei occhi un lampo di pietà. 
Li sfuggo mentre intravedo la mia meta. 
Il camioncino è parcheggiato dietro la curva, fatica a mettersi in moto. 
Doveva andare a riposo da tempo.  Provo ad accenderlo una prima, una seconda volta, una terza…con rabbia. 
Si accende. Maledetto. 
Dietro di me c’è silenzio. Sa di rassegnazione, quella che mi gela il sangue. 
Sono arrivato, scendo. 
Per stasera è l'ultimo carico. Vorrei fosse l'ultimo, Dio sa quanto lo vorrei!
Me lo dico da tre anni. 
Il motore li risveglia, ora guaiscono; anche Mustafà che mi ha lasciato Said con le lacrime agli occhi: 
-Ormai non posso garantirgli più nulla. 
-Me l'avrebbero portato via prima o poi quelli del canile, e gira lo sguardo. 
La porta di ferro della gabbia si chiude. 
Stasera il gelo mi annienta. 
E io non sono più salvo. 

©2017          Franca Maenza

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